domenica 20 gennaio 2008

Da oggi sono a dieta


Sono troppo golosa, ho messo sù un po' di pancetta. Dopo aver corso tutto il giorno, ieri sera ero stremata.
Non sono più leggiadra come un cerbiatto, somiglio di più ad un ippopotamo in corsa e così la decisione fatale: da oggi mi metto a dieta! Mangerò un po' pallini in meno ogni giorno...sarà una tortura..mi mancheranno i miei pallini, già mi mancano, mi mancano tantissimo...me ne mangio subito un po' così mi passa la malinconia. Grazie..la mia scimmietta mi ha preparato un contorno perfetto per il mio spuntino che mi rende il pelo morbido e lucido, il malto d'orzo. Con il malto e la dieta diventerò bellissima.

3 commenti:

ragù ha detto...
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ragù ha detto...

Cara Macchiolina
micia sensibile ai versi divini.
Eccotene altri
alimentati di emozioni e dimentica i pallini.
Ragù

Per queste cose considero la mia gatta Cipolla
di Giovanni Raboni

Per queste cose considero la mia gatta Cipolla.
Perché per prima cosa si guarda le zampe per vedere se sono pulite.
Per seconda cosa solleva le zampe per pulirle.
Per terza cosa si stira.
Per quarta cosa si affila le zampe su un legno.
Per quinta cosa si lava.
Per sesta cosa si rotola.
Per settima cosa si spulcia.
Per ottavo cosa si strofina allo stipite.
Per nona cosa si guarda in su aspettando istruzioni.
Per decima cosa va a cercarsi da mangiare.
Perché neutralizza il diavolo, che è la morte, dandosi da fare con la vita.

I gatti
Charles Baudelaire

Gli amatori ferventi e i saggi luminari
amano, a grado a grado che l'età loro avanza,
i gatti forti e morbidi, orgoglio della stanza,
com'essi freddolosi, e pigri, e sedentari.

Amanti di lussurie, di calma e di saggezza,
ricercano il silenzio, l'ombra e i suoi misteri;
l'Ade ne avrebbe fatto dei funebri corrieri,
se potessero flettere l'indomita fierezza.

Meditabondi, assumono le pose statuarie
delle sfingi accosciate in fondo a solitarie
lande, come in un sogno che fine mai non abbia;

sprizzano dalle reni magnetiche scintille:
e grani d'oro, simili a finissima sabbia,
vagamente gli stellano le mistiche pupille.

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Il gatto
Charles Baudelaire

I
Nel mio cranio passeggia e si dimena
(signore d'un palazzo senza porte)
un gatto fiero, flessuoso, forte;
quando miagola s'ode lieve appena,

tanto il suo timbro è tenero e discreto;
ma, sia che s'alzi o che s'avvalli l'onda
musicale, la nota è sempre fonda,
ricca di un incantevole segreto.

Questa voce m'avvolge con sue spire
tremule, filtra in ogni mia latebra;
come una strofa armoniosa ed ebra
m'esalta, come un magico elisire.

Ogni più cruda pena ella consola,
chiude in sé tutte l'estasi, e se deve
dirmi una frase, che sia lunga o breve,
dolce si esprime senza dir parola.

Archetto non esiste che più morda
sul mio cuore, sensibile leuto,
e faccia regalmente con acuto
trillo vibrarne la più tesa corda,

della tua voce, o musico animale,
gatto misterioso, serafino,
in cui tutto, incantesimo divino,
è così lieve, dolce, angelicale.

II

Tale un profumo emana dal suo manto
soffice a strisce alterne, fulva-nera,
che m'ha stregato, avendolo una sera
carezzato una volta, una soltanto.

Egli è il folletto tutelare mio,
l'ispiratore; nel suo chiuso impero
è despota, sì ch'io lo credo invero
un essere fatato, un mago, un dio.

Quando il mio sguardo verso questo caro
gatto, più caro d'una dolce amante,
si rivolge attirato, nell'istante
che a scrutare in me stesso mi preparo,

nell'ombra, stupefatto, ecco discerne
l'iridi sue di fosforo verdastro,
viventi opali dai riflessi d'astro,
vigili e fisse come due lanterne.

M.L. ha detto...

Ragu, anche tu devi essere una micina (o un micione) molto sensibile ....grazie per queste belle poesie che esaltano la mia essenza gattica